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IL LATO NASCOSTO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: QUANTA ENERGIA (E ACQUA) CONSUMA

Ogni volta che chiediamo qualcosa a un assistente virtuale, generiamo un’immagine o traduciamo un testo con l’intelligenza artificiale, la risposta ci arriva in pochi secondi, come per magia. Ma dietro quella magia c’è qualcosa di molto concreto e poco visibile: enormi capannoni pieni di computer che lavorano giorno e notte, consumando elettricità e acqua. È il lato nascosto dell’IA, e nel 2026 è diventato uno dei grandi temi ambientali del momento.

Dove “vive” l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale non abita dentro il nostro telefono. Vive nei data center: edifici pieni di server, i potenti computer che addestrano ed eseguono i modelli di IA. Ogni richiesta che facciamo viaggia fino a uno di questi centri, viene elaborata e torna indietro. Moltiplicato per miliardi di richieste al giorno in tutto il mondo, questo processo richiede una quantità di energia impressionante.

Addestrare un modello di IA molto potente può consumare tanta elettricità quanta ne userebbero centinaia di case in un anno. E una volta addestrato, il modello continua a consumare ogni volta che qualcuno lo utilizza. A tutto questo si aggiunge il fatto che, a fine vita, i server diventano essi stessi rifiuti elettronici da recuperare e riciclare: un tema di cui abbiamo parlato nell’articolo sulle miniere urbane.

Perché anche l’acqua è coinvolta

C’è un aspetto che sorprende molti: i data center hanno bisogno di grandi quantità di acqua. I server, lavorando, producono moltissimo calore e devono essere continuamente raffreddati. Molti impianti usano sistemi di raffreddamento basati sull’acqua, che in parte evapora e va reintegrata. In alcune zone del mondo, questo consumo idrico entra in tensione con i bisogni delle comunità locali, soprattutto nei periodi di siccità.

Energia e acqua, quindi, sono le due grandi “materie prime invisibili” dell’era digitale.

Un consumo destinato a crescere

La domanda di intelligenza artificiale sta crescendo a un ritmo velocissimo, e con essa la domanda di energia dei data center: le analisi dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) segnalano proprio nei data center una delle voci di consumo elettrico in più rapida crescita a livello mondiale. Questo pone una sfida chiara: come possiamo continuare a innovare senza far esplodere consumi ed emissioni? La risposta non è rinunciare all’IA, ma renderla più sostenibile.

Come si può rendere l’IA più “verde”

Fortunatamente, le soluzioni si stanno moltiplicando:

  • Alimentare i data center con energia rinnovabile. Sempre più operatori firmano accordi per fornirsi di elettricità da fonti solari ed eoliche.
  • Raffreddamento più efficiente. Nuove tecnologie riducono drasticamente il consumo di acqua ed energia per tenere freschi i server.
  • Recupero del calore. Il calore prodotto dai data center può essere riutilizzato, ad esempio per riscaldare edifici o quartieri vicini.
  • Modelli più efficienti. Progettare sistemi di IA che facciano lo stesso lavoro consumando meno è una delle frontiere più promettenti della ricerca.
  • Scelte consapevoli. Anche noi utenti possiamo fare la differenza, usando questi strumenti in modo utile e non dispersivo.

Innovazione e sostenibilità possono andare insieme

L’intelligenza artificiale è una tecnologia straordinaria, capace di aiutarci in campi che vanno dalla medicina alla gestione stessa dell’energia. Il punto non è temerla, ma essere consapevoli dei suoi costi nascosti e pretendere che cresca in modo sostenibile.

Come gruppo energetico osserviamo con attenzione questa trasformazione: la vera sfida dei prossimi anni sarà accompagnare la crescita del digitale con energia pulita ed efficiente. Perché il futuro dell’innovazione, per essere davvero intelligente, deve anche essere sostenibile.